Lo Studio e la Camera Oscura: Dove l’Immagine si fa Materia
Situato nel cuore storico di Tuscania, a breve distanza da Viterbo, il nostro studio non è un semplice spazio di lavoro, ma un luogo di ricerca votato al recupero della manualità e della presenza nell’atto fotografico. È un ambiente creativo progettato per chi non si accontenta della superficie, ma ricerca una connessione profonda e tangibile con il proprio mezzo espressivo.
La Sala di Posa: I nostri interni offrono una spazialità generosa e versatile, pensata per accogliere ogni visione autoriale. L’ampiezza dell’ambiente permette l’utilizzo di lunghezze focali estese, rendendo lo spazio il palcoscenico ideale tanto per l’intimità del ritratto di fine art quanto per complesse sessioni di gruppo. La sala è tecnicamente ineccepibile, equipaggiata con un parco luci professionale, flash, diffusori, fondali classici (bianco e nero) e un Green Screen dedicato alle produzioni video più sperimentali.
Gli Spazi Esterni: Set a Luce Naturale Oltre al rigore della sala interna, lo studio si estende verso l’esterno. Gli ampi spazi all’aperto ci consentono di allestire set completi sotto la luce naturale, integrando la bellezza organica dell’ambiente circostante.
Un approccio fluido che garantisce la massima versatilità senza mai scendere a compromessi sulla qualità tecnica dello scatto.
La Camera Oscura: L’Alchimia e il Rituale Il vero cuore pulsante del nostro studio. Lontano dalla sterile e algida perfezione del flusso di lavoro digitale, la nostra camera oscura professionale è uno spazio dove si celebra il rito del processo analogico. Qui la fotografia smette di essere un file e torna a essere un oggetto fisico, tangibile, unico.
L’ambiente è minuziosamente controllato: temperatura costante, umidità calibrata e ventilazione ideale garantiscono le condizioni perfette per lo sviluppo e la stampa di altissimo livello. Il laboratorio è dominato da un imponente ingranditore a colori Durst CLS 1840, lo strumento d’elezione per la realizzazione di stampe fine art di grande formato. Ad affiancarlo, per favorire il lavoro collaborativo e i progetti di gruppo, troviamo macchine leggendarie come il Durst 609.
È nella penombra di questa stanza che si consuma il confronto fisico con il caos chimico della pellicola e la struttura vitale della grana. Un vero e proprio artigianato dell’anima, dove la Qualità materica dell’immagine emerge lentamente dagli acidi, restituendo stampe di una forza viscerale e di un valore collezionistico che nessuna matrice digitale potrà mai replicare.







